Il nuovo libro di Luca Poli, un romanzo epistolare alla scoperta dei più profondi sentimenti umani

Alhoa! Il nuovo libro di Luca Poli, arriva in libreria e sabato 14 maggio, ci sarà la presentazione ufficiale che sancirà la sua entrata nel mondo letterario.

La forma scelta è molto particolare, infatti questa volta Poli ha sperimentato il romanzo epistolare. Ambientato a Pietrasanta, le pagine hanno il sapore  degli anni d’oro della Versilia, della spiaggia, dell’estate, ma sopratutto dell’amore.
Definirlo un romanzo d’amore è però sicuramente molto limitativo, è uno spaccato dell’animo umano, analizzato e descritto nelle sue più profonde e recondite sfaccettature. Sta al lettore capire chi sono le persone dietro alle lettere. I caratteri escono a volte anche in maniera prepotente, senza filtri, con una semplicità e una nudità spesso spiazzanti. Un romanzo da leggere tutto d’un fiato, magari sotto l’ombrellone con una bevanda fresca in mano.

Il libro è edito dalla Carmignani editrice, diretta da Micol Carmignani.
Le presentazioni del libro saranno sabato 14 maggio alle ore 17 presso la Feltrinelli di Pisa e sabato 21 Maggio alle 18.30 all’anfiteatro della biblioteca SMS, Pisa. 

Senza scoprire troppo, di cosa parla il suo libro?

“Volevo raccontare la storia d’amore di due persone che si rendevano conto che non potevano stare insieme. Se avessero deciso di far nascere la loro storia d’amore, questa non avrebbe avuto futuro. Ho pensato anche che se le persone non sono troppo forti, non sono ben strutturate, vivono la separazione come un lutto. Quindi mi interessava esplorare due tipi diversi di lutto, che sono entrambi presenti nel libro. Un lutto definitivo, legato alla morte dell’amica e la separazione tra due persone che è comunque una sorta di lutto, ma che può cambiare in qualsiasi momento perché la possibilità di incontrare di nuovo la persona c’è sempre. Ho voluto raccontare questi due tipi di perdite. I personaggi sembrano quasi essere arresi al loro destino, che si lascino andare. Mi sono domandato cosa succede se non puoi vivere il tuo grande amore. Cosa fai? Ti accontenti e soffri? Lo lasci andare?”

E’ una storia vera oppure completamente di fantasia?

“Diciamo che la storia d’amore è completamente inventata, mentre alcune persone sono esistite davvero e esistono davvero. L’amica morta , che veniva al mare, con gli zatteroni, che faceva le cacce al tesoro è esistita davvero. E’ una donna che ha avuto un tumore in due fasi e nell’ultima fase ce l’ha portata via. Dovendo raccontare una storia così particolare, secondo me, lei per come era giocosa e non giudicante era quel personaggio perfetto che poteva aleggiare senza giudizio sulla storia. E’ un po’ come sei lei guardasse dall’alto la cosa, in pace e senza dover prendere le parti di nessuno. E’ un po’ come se fosse lei a sancire alla fine questo amore e a farlo diventare in un qualche modo eterno.”

Ha scelto una forma molto particolare. Come mai ha scelto la forma epistolare?

“Perché mi sembrava che uscissero meglio i sentimenti dei protagonisti. Se devo descrivere quello che provo o quello che ho provato, ci riesco meglio se parlo in prima persona. La terza persona rende tutto più distante. Trovavo interessante dare a loro le loro parole. A me non interessava descrivere i personaggi, mi interessavano le cose crude, il linguaggio diretto. Volevo trasmettere il “lasciami”, “prendimi”, “tienimi” e questo in terza persona non era possibile. Pensa al momento dove lei gli dice che lui è l’unico ad avere la psoriasi proprio in quel posto. Sentirlo dire da lei, in una lettera è molto crudo e forte e anche intimo in un certo modo. Volevo che uscissero i loro sentimenti, non il mondo esterno, ma il mondo interiore, quello che si racconta quando ci si racconta tramite lettera.”

Oltre all’amore, descrive una caratteristica interessante e cioè il non prendersi le responsabilità, ma a quanto pare la vita poi decide comunque da sola.

“Il protagonista maschile è uno di quegli uomini che cercano di rimanere eternamente bambini. Infatti non è lui a prendersi la responsabilità di nessuna delle sue relazioni fino a quando non gli nasce il figlio. Non volevo spiegare troppo del bambino, si capisce che non sta bene ed è sufficiente, ma volevo un po’ mettere il protagonista davanti a una situazione estrema. Per una coppia giovane, avere un figlio che non saprai se sarà in grado di capire, studiare, camminare, ti si ferma la vita! Queste cose le so perché le hanno provate anche i miei genitori. In questo caso lui non riesce nemmeno ad ascoltare i medici e forse finalmente riesce a fare quello che gli veniva chiesto e cioè trovare un centro. Mi è piaciuto anche rendere il fato un po’ beffardo come spesso succede, rinuncia a un grande amore che a detta di tutti avrebbe portato probabilmente a un figlio disabile, per un amore, che forse amore non è, ma sicuramente rappresenta la tranquillità e la stabilità e alla fine la vita gli dona comunque un figlio con dei problemi.”

Ha toccato temi molto forti, ma comunque il romanzo mantiene una piacevole leggerezza

“Ma si. Volevo uscisse un po’ la Versilia degli anni d’oro, la Versilia degli anni ‘50. Mi piaceva l’atmosfera un po’ tipo sapore di sale. Questa atmosfera permette di raccontare anche fatti molto profondi con la leggerezza tipica dell’estate.”

Questo è il suo terzo libro e è passato dal romanzo alla forma epistolare. Cosa ci dobbiamo aspettare con il prossimo?

“Ho iniziato con un romanzo di quasi 300 pagine che racconta la storia di un avvocato torinese che finisce in rovina. Nel secondo invece ho raccontato la storia di una ragazza madre che fa un viaggio in Marocco per far conoscere al figlio il padre, nato da una notte folle di un giorno di vacanza. A ben vedere entrambi i romanzi sono collegati. Non come storia, ma sono andato in Marocco in vacanza e lì ho letto la storia di un avvocato di Torino che era fallito. Entrambe le cose mi sono rimaste in mente e le ho rielaborate, per quanto riguarda l’avvocato, ho inventato la storia e per quanto riguarda il Marocco, mi sono chiesto cosa sarebbe successo a una ragazza se, dopo una folle notte in vacanza, fosse rimasta incinta. Per rendere più interessante la cosa, ho fatto in modo che la ragazza fosse sposata e che tutti, lei compresa, si rendessero conto delle origini del figlio solo dopo che questo fosse nato. A questo punto credo che il prossimo romanzo esplorerò gli spiriti. In ogni romanzo che ho scritto c’è sempre una “presenza”, è un cosa che mi piace molto. Nel primo c’è la presenza di una vecchia clochard, in questo l’amica. Mi piacerebbe scrivere di questo, ancora non so bene come e cosa mi verrà in mente, ma appena questo nuovo libro inizierà a camminare da solo , mi metterò a scrivere.”

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